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Gli YouTuber devono pagare le tasse?

Written By Unknown on Selasa, 29 Juli 2014 | 23.47

Sembra che sia parte della nostra vita da sempre ma in realtà YouTube è online soltanto dal 2005 e da quando è stato acquistato nel 2006 da Google è cambiato molto.

È cambiato soprattutto l'utilizzo di questo media: se inizialmente veniva utilizzato soltanto per caricare canzoni, video personali o film, poi, con l'applicazione di politiche di protezione del diritto d'autore, è diventato sempre più un posto dove ognuno potesse avere il suo canale "televisivo" personale.

La libertà di espressione e la possibilità di raggiungere grandi bacini di spettatori hanno fatto il resto. Nel giro di pochi anni sono proliferati i canali creati e Google ha iniziato ad offrire ai canali di maggior successo la possibilità di monetizzare le visualizzazioni.

Non è un caso quindi che oggi la televisione tradizionale inizi a vacillare al cospetto di questo trend. A favore delle "Social Content Sharing" c'è anche una differenza sostanziale. La TV è monodirezionale, mentre i siti come YouTube invece sono Bidirezionali. Lo spettatore può interagire direttamente, può commentare ed esprimere il suo apprezzamento o meno per i contenuti di cui fruisce.

Anche per gli inserzionisti e Google i portali di questo tipo sono una manna dal cielo. Il fatto che gli spettatori siano registrati e profilati offre l'occasione a Google di poter offrire un servizio di pubblicità perfettamente targettizzato sul suo pubblico.

Come si poteva facilmente prevedere quelli che inizialmente erano soltanto canali di appassionati che mostravano al mondo cosa "sapevano fare", sono diventati veri e propri canali televisivi a pagamento.

L'unica differenza è che invece di pagare un canone mensile come per le pay-tv paghiamo attraverso la visualizzazione di spot di 20 secondi prima dei video.

Anche in Italia questa corrente si è rinforzata negli ultimi anni e abbiamo potuto vedere centinaia di canali nascere, crescere ed in alcuni casi morire. Esistono canali per praticamente qualsiasi cosa, dalla creazione di uccelliere in legno a video sui videogames appunto.

I protagonisti di questi canali, per i quali è stato coniato il termine "YouTuber" sono diventati dei veri e propri VIP. Ci è capitato, ad esempio, di vedere all'ultimo GamesWeek a Milano un sacco di persone che chiedevano gli autografi a questi "eroi del web".

Ci sono video su YouTube che contano un numero di visualizzazioni pari alla metà dell'intera popolazione italiana

Nel mondo del gaming in più sono nate anche altre piattaforme prettamente dedicate ai videogiochi, come Twitch per fare un esempio, e anche le console di "nuova generazione" hanno voluto implementare delle funzioni di condivisione facilitata delle immagini e video di gioco.

Alla luce di quanto detto ci siamo iniziati a chiedere: "Quanto può guadagnare uno YouTuber in un anno?"Abbiamo chiesto un po' in giro e con nostro grande stupore abbiamo scoperto che a volte si parlerebbe anche di cifre a cinque zeri.

A questo punto in un momento in cui quotidiani, telegiornali e politici parlano di lotta all'evasione fiscale ci siamo chiesti se chi guadagna "attraverso internet" si trovi una sorta di "paradiso fiscale" o se sia come un vero e proprio canale televisivo soggetto all'Agenzia delle Entrate.

Poiché si parlava di un argomento molto delicato e non ci piaceva improvvisare abbiamo voluto avvalerci del parere di un legale al quale abbiamo fatto qualche domanda. Le risposte che abbiamo ricevuto sono molto interessanti e fanno riflettere molto. A conti fatti sembra che i soldi su internet non siano poi così "facili".

È per questo che ci siamo rivolti a Valentino Spataro, consulente legale in nuove tecnologie e amministratore del sito Civile.it.


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Fifa 15: Creation Center non compatibile con Ignite Engine

A un recente evento dedicato a Fifa 15, abbiamo appreso da Sebastian Enrique, producer del noto gioco di calcio EA Sports, che il Creation Center non verrà supportato da quelle versioni di Fifa 15 costruite sul nuovo Ignite Engine. E, come già rivelato, la tecnologia di nuova generazione non sarà disponibile solamente su PS4 e Xbox One come avvenne con Fifa 14, ma anche su PC.

Fifa Creation Center

Pare che ci sia un limite tecnico e che EA Sports non abbia nella sua scaletta di lavori l'adattamento del Creation Center a Ignite Engine per il momento. Solamente coloro che acquisteranno le versioni PS3 e Xbox 360 di Fifa 15 saranno in grado di creare i propri atleti con il Creation Center e di importarli all'interno di Fifa 15.

Il Creation Center venne lanciato con Fifa 11 e fu fortemente reclamizzato da Electronic Arts, perlomeno per le prime versioni. Si tratta di una suite basata sul browser che consente a coloro che dispongono di un account EA di creare giocatori e team e di condividere le proprie creazioni con gli altri giocatori di Fifa. Si potevano scaricare i contenuti realizzati sulla propria console o sul PC e usarli sia offline che online nelle partite Testa a Testa non classificate.

Altri dettagli si trovano qui.


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SuperRam

scheda aggiornata 3 ore fa

Utility per la gestione ottimale della memoria ram di sistema. Il software si occupa di rendere disponibile un minimo quantitativo di ram, "svuotando" le porzioni di memoria non più indispensabili al sistema.


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AdwCleaner

scheda aggiornata 3 ore fa

AdwCleaner è un comodo tool da utilizzare per la pulizia del proprio PC: è in grado di individuare Adware, Toolbar, PUP (Potentially Unwanted Programs), Hijackers e problemi simili. Può funzionare come semplice strumento per la ricerca oppure è anche in grado di effettuare la rimozione del componente indesiderato


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Powershot SX520 HS e SX420 IS, due nuove superzoom da Canon

Canon annuncia oggi due nuove compatte superzoom della gamma Powershot, la SX520 HS e la SX400 IS. Entrambi prodotti versatili e non particolarmente dispendiosi, si distinguono per la tecnologia del sensore utilizzato.

La Powershot SX520 HS, più pregiata tra le due, utilizza un "classico" sensore CMOS BSI da 1/2.3" e 16 Mpixel supportato da un processore Digic 4+, che insieme le consentono di arrivare a una sensibilità massima di 3200 ISO, di registrare video Full HD e di scattare al ritmo di 1,6 fps continuativo oppure di effettuare una lunga raffica da 10 fps a risoluzione ridotta di 4 Mpixel per un massimo di 117 foto - non certo un record assoluto, ma apprezzabile.

L'ottica, principale motivo di acquisto di questo tipo di prodotto, è un 4.3-180.6mm f/3.4-6, costituito da 13 elementi in 10 gruppi ed equivalente a un 24-1008mm nel formato 35mm. Ovviamente, stabilizzato.  

La Powershot SX520 HS integra uno schermo LCD da 3 pollici e 461.000 punti, offre controlli (anche) manuali e usa una batteria ricaricabile con autonomia standard di circa 210 scatti.

La Powershot SX400 IS, invece, si distingue dal modello superiore per l'adozione di un sensore CCD. Anch'esso da 16 Mpixel in formato 1/2.3", anch'esso assistito da un processore d'immagine Digic 4+, ma meno performante: la sensibilità massima si ferma a 1600 ISO, i filmati possono essere registrati solo a risoluzione HD 720p e la cadenza di scatto è di soli 0,8 fps, senza possibilità di raffica ad alta velocità.

Anche l'ottica è leggermente più limitata, pur rientrando a pieno titolo tra i superzoom. Si tratta, in questo caso, di un 4.3-129mm f/3.4-5.8, sempre stabilizzato e sempre costituito da 13 elementi in 10 gruppi, ma dotato di un solo elemento UD a bassa dispersione, laddove la SX520 ne utilizza tre. Nel formato 35mm, equivale a un 24-720mm.

Lo schermo posteriore è da 3 pollici, come nel caso della SX520, ma la risoluzione è dimezzata: 230.000 punti. Inoltre, in questo caso i programmi di scatto sono esclusivamente automatici e la batteria ricaricabile ha un'autonomia leggermente inferiore, pari a 190 scatti. Si tratta quindi di un modello indirizzato a un pubblico meno esigente, che potrà certamente soddisfare il fotografo estivo (a cui è evidentemente dedicata) ma che appare, per alcuni aspetti, decisamente obsoleta.

PowerShot SX520 HS sarà disponibile da ottobre 2014 al prezzo suggerito al pubblico di 309 Euro, mentre la PowerShot SX400 IS sarà da settembre 2014 al prezzo suggerito al pubblico di 221 Euro.


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Piccolo aggiornamento hardware per MacBook Pro Retina 13 e 15

Apple ha aggiornato nelle scorse ore il proprio catalogo offrendo nuove configurazioni per i sistemi portatili MacBook Pro Retina da 13 e 15 pollici, che vanno incontro ad un leggero "speed bump", come si dice in gergo, e ad un lievissimo ritocco verso il basso dei prezzi, che ritornano allo stesso livello pre-decreto Franceschini.

Nel complesso troviamo processori Intel Haswell dalla maggior frequenza operativa e un incremento della dotazione standard di memoria RAM per tutti i moelli: nei MacBook Pro 13 Retina ora lo standard è di 8GB di RAM, mentre nei modelli a 15 pollici si arriva a 16GB di memoria.

Sono tre i sistemi MacBook Pro 13 Retina a listino, con le seguenti configurazioni:

-Processore dual core Intel Core i5 2,6GHz, 8GB RAM DDR3, 128GB SSD
-Processore dual core Intel Core i5 2,6GHz, 8GB RAM DDR3, 256GB SSD
-Processore dual core Intel Core i7 2,8GHz, 8GB RAM DDR3, 512GB SSD

I prezzi sono rispettivamente di 1329 Euro, 1529 Euro e 1829 Euro.

-Processore quad core Intel Core i7 2,2GHz, 16GB RAM DDR3, 256GB SSD
-Processore quad core Intel Core i7 2,5GHz, 16GB RAM DDR3, 512GB SSD

In questo caso i prezzi sono di 2029 Euro e di 2529 Euro.

Si tratta di un aggiornamento "interlocutorio", in attesa che siano disponibili le future piattaforme Broadwell di Intel, che potrebbero giungere sul mercato anche fra diversi mesi. L'aggiornamento è simile, per modalità, a quello apportato ai sistemi MacBook Air nel corso del mese di aprile, sebbene allora il taglio di prezzi fu molto più sensibile.


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Litio per gli anodi delle batterie? Ci provano i ricercatori di Stanford

Le attività di ricerca, sia in ambito industriale, sia in ambito accademico, incentrate sul miglioramento delle prestazioni delle batterie sono un filone molto interessante che enumera sempre molti adepti: nel corso degli ultimi anni da più parti sono emerse sperimentazioni e tentativi di sviluppo di metodi o tecnologie che promettono di estendere significativamente l'autonomia delle batterie ma che si arrestano ben prima dell'eventuale debutto commerciale per via di problemi di produzione su larga scala o di costi non sostenibili.

L'ultima novità, in questo panorama, è portata avanti da un team di ricercatori di Stanford coordinati da Yi Cui, professore di Ingegneria e Scienze dei Materiali, i quali hanno delineato un metodo che consentirebbe di migliorare l'efficienza energetica di una batteria impiegando il lito quale materiale costruttivo per l'anodo.

Le odierne batterie agli ioni di litio fanno infatti uso del lito nell'elettrolita, la soluzione liquida che circonda anondo e catodo. L'anodo è invece di norma realizzato in carbonio. Quando una batteria agli ioni di litio carica viene collegata ad un dispositivo gli elettroni viaggiano dall'anodo all'interno della circuiteria del dispositvo, fino al catodo della batteria. Durante la fase di carica, invece, gli elettroni viaggiano dal catodo all'anodo passando per l'elettrolita.

La ragione per cui viene usato un anodo in carbonio e non in litio è semplice: gli anodi di litio tendono ad espandersi in maniera incontrollata ed irregolare quando vengono a contatto con la loro soluzione elettrolitica formando inoltre i dendriti: piccolissimi cristalli ramificati che possono causare cortocircuiti, compromettendo la funzionalità dell'anodo e portando a conseguenze anche pericolose come un elevato surriscaldamento o esplosioni. In realtà tutti gli anodi di qualsiasi materiale sono soggetti a questo tipo di deformazione meccanica (espansione-contrazione) nelle fasi di carica e scarica, ma in maniera molto meno marcata e problematica.

Un anodo costituito di litio puro sarebbe però un balzo in avanti per l'efficienza di una batteria: "Di tutti i materiali che si possono usare per l'anodo, il litio sarebbe quello con il maggior potenziale. E' leggero ed ha la maggior densità di energia. Si può ottenere più energia per volume e peso, avendo quindi batterie più leggere, più piccole e con prestazioni più elevate" ha spiegato Cui.

Ciò che il gruppo di ricercatori ha pensato è l'impiego di una sorta di involucro di nanosfere di carbonio amorfo, che permette di isolare l'anodo dalla soluzione elettrolitica. Questa barriera permetterebbe di usare un anodo in litio e di caricare e scaricare la batteria senza rischio di dannosi effetti collaterali. Il carbonio amorfo è chimicamente stabile, robusto e flessibile e può quindi adattarsi liberamente alle normali contrazioni ed espansioni dell'anodo di litio durante il ciclo di carica-scarica.

L'impiego delle nanosfere va a migliorare il rapporto tra l'energia erogata quando viene usata la batteria e l'energia assorbita quando essa viene ricaricaa, altresì conosciuto con il nome di "efficienza di Coulomb". Una batteria commerciale deve avere un'efficienza di Coulomb del 99,9%, idealmente per quanti più cicli possibili. Precedenti sperimentazioni con gli anodi di litio non protetto hanno permesso di arrivare al 96% di efficienza, che scende a meno del 50% in appena 100 cicli. Il team di Stanford ha potuto raggiungere l'efficienza del 99% anche dopo 150 cicli.

"La differenza tra 99% e 96% è enorme, quando si parla di batterie. Sebbene non siamo ancora arrivati alla soglia del 99,9% siamo comunque molto vicini e questo è un miglioramento significativo rispetto a qualsiasi progetto precedente. Con qualche sforzo di progettazione in più e nuovi elettroliti crediamo di poter realizzare un anodo di litio stabile, che possa equipaggiare la prossima generazione di batterie ricaricabili" ha concluso Cui.


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Decreto Franceschini in vigore, iPhone e iPad aumentano

Written By Unknown on Selasa, 22 Juli 2014 | 23.47

Entra in vigore l'aggiornamento della tassa di rappresaglia a firma Dario Franceschini, ed ecco come i listini per i consumatori di adattano alla nuova legge. Come al solito prendiamo a riferimento Apple che ha un listino imposto, ma ovviamente il discorso si estende a qualsiasi altro produttore che è stato gravato della tassa più controversa in ambito IT italiano. Ricordiamo brevemente i punti chiave della nota ministeriale, anche perché raramente capita di leggere così tante menzogne in così poco spazio, firmate da un Ministro della Repubblica:

- GARANTITA LA CREATIVITÀ
"Con questo intervento - ha commentato Franceschini - si garantisce il diritto degli autori e degli artisti alla giusta remunerazione delle loro attività creative, senza gravare sui consumatori."

- CAPZIOSO CHI PARLA DI TASSA SUI TELEFONINI A CARICO DEI CONSUMATORI

NESSUN AUTOMATISMO SUI PREZZI DI VENDITA
"Il decreto non prevede alcun incremento automatico dei prezzi di vendita. Peraltro, com'è noto, in larga parte gli smartphone e tablet sono venduti a prezzo fisso".

Come abbiamo già fatto notare in un precedente articolo (Ecco come paga il consumatore l'equo compenso), il decreto va a gravare sui consumatori, eccome. Franceschini dimostra poi in maniera lampante, nel migliore dei casi, di essere stato consigliato da gente senza alcuna vergogna. Lo sentiamo dalle sue stesse parole in questo video, al minuto 11:10: si dice che scaricare la tassa sui consumatori è contro la direttiva europea, e che la maggior parte degli smartphone e tablet hanno prezzo fisso.

Entrata in vigore la nuova versione della tassa di rappresaglia che sarà ricordata con il binomio Bondi-Fransceschini, ecco come i produttori hanno prontamente adeguato i listini (prezzi in Euro):

  iPhone 5s 16GB iPhone 5s 32GB iPhone 5s 64GB
prima 729,00 839,00 949,00
oggi 732,68 843,76 954,25
differenza +3,68 +4,76 +5,25

Differenze modeste se calcolate in termini percentuali, ma di fatto la tassa è andata ad influire immediatamente sul prezzo finale di iPhone 5s, preso a riferimento. Se calcoliamo poi che si vendono circa 2-3 milioni di iPhone all'anno in Italia si capisce come si faccia in fretta a parlare di milioni di Euro e solo da un modello di smartphone fra quelli venduti. Non stiamo contando quelli Android, che sono la stragrande maggior parte.

  iPad Air 16GB
Wi-Fi
iPad Air 32GB
Wi-Fi
iPad Air 64GB
Wi-Fi
iPad Air 128GB
Wi-Fi
prima 479,00 569,00 659,00 749,00
oggi 481,56 572,54 663,03 753,03
differenza +2,56 +3,54 +4,03 +4,03

Ovviamente tutto il listino è stato aggiornato, con riferimento ai modelli che sono soggetti alla tassa di rappresaglia. Qui l'esempio di iPad Air in versione Wi-Fi, mentre di seguito quella riferita ai modelli con connettività 3G/LTE.

  iPad Air 16GB
Wi-Fi + Cellular
iPad Air 32GB
Wi-Fi + Cellular
iPad Air 64GB
Wi-Fi + Cellular
iPad Air 128GB
Wi-Fi + Cellular
prima 599,00 689,00 779,00 869,00
oggi 601,56 692,54 783,03 873,03
differenza +2,56 +3,54 +4,03 +4,03

I rincari, sebbene leggermente inferiori a quelli attesi, ci sono stati. Le bugie hanno le gambe corte e a noi non resta che attendere una  spiegazione dal Ministro che probabilmente non arriverà mai, una giustificazione per questa macroscopica gaffe che non fa che consolidare la certezza che la legge sia stata scritta sotto dettatura SIAE, senza quasi averne presa visione. Qualsiasi persona di buonsenso troverebbe assurdo pagare una tassa sulla scheda memoria della macchina fotografica per l'equo compenso (non ci finiranno mai delle copie private di contenuti protetti dal diritto d'autore, se volete approfondire abbiamo scritto un intero articolo sull'argomento).

Oggi siamo alla prova del 9 di tutta questa farsa, con aumenti sotto gli occhi di tutti tranne di chi non vuol vedere, e non perde occasione di affermare che si tratta di una legge giusta, equa e motivo di vanto, prendendo a riferimento 2 stati europei e ignorandone 25, ascoltando solo una piccolissima parte dei partecipanti al tavolo di consultazione e fregandosene del tutto delle decine di migliaia di firme raccolte dalle associazioni di consumatori.

Vi lasciamo con una chicca, quelle cose che passano in silenzio grazie all'oblio che il tempo regala. Gli europarlamentari del PD Gianluca Susta, Gianni Pittella, David Sassoli e Luigi Berlinguer presentarono nel 2010 un'interrogazione parlamentare alla Commissione Europea denunciando il decreto sull'equo compenso a firma Sandro Bondi, ritenuto sbagliato perché tassava senza alcuna logica i dispositivi elettronici, limitava la diffusione della cultura e bloccava lo sviluppo degli strumenti digitali a danno dei consumatori italiani. Franceschini lo ha copiato e alzato le tariffe.


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Dropbox

scheda aggiornata 2 ore fa

Dropbox permette di memorizzare files online, accedendo da diverse locazioni e mantenendo sincronizzazione in modo automatico. Non solo: Dropbox permette di condividere automaticamente files tra utenti differenti mantenendo un'interfaccia utente estremamente semplice e intuitiva.


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Assassin's Creed torna su mobile con un gioco di carte strategico

Assassin's Creed sta per arrivare di nuovo su piattaforme mobile, questa volta come strategico RPG basato su carte: Assassin's Creed Memories, free-to-play sviluppato dagli sviluppatori mobile GREE e playNext, sarà presto disponibile per iOS.

News

Questa nuova iterazione della saga coprirà diverse epoche storiche, come l'Italia del Rinascimento e America coloniale (già viste nella serie principale), oltre ad alcune epoche storiche mai toccate finora. Il gioco sarà innanzitutto basato sulla personalizzazione del proprio mazzo di carte con i membri della confraternita e altri volti familiari della serie, e introduce all'interno del franchise il "Mobile Animus" dell'Abstergo.

L'annuncio è arrivato senza alcuno screenshot, ma una delle caratteristiche rivelate è la presenza, oltre alla modalità single player, di una modalità di battaglie multiplayer 20vs20.
Gli elementi RPG e il titolo sembrano rimandare ad Assassin' s Creed Recollection, un ibrido CCG-board game rilasciato nel 2011.

Non è ancora noto se il titolo arriverà anche su Android, ma visti i precedenti, può ritenersi probabile.


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